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SOKE ROBERT CLARK (1946 - 2012)

WJJF - Richard Morrs, Robert Clark, Stephen Bourne

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Nato a Liverpool iniziò a praticare le arti marziali quando aveva 6 anni.

 

Il suo Maestro fu Jack Britton uno dei 5 migliori allievi del famoso M° Kawaichi.

 

9° dan di ju jitsu, uomo carismatico, è stato il fondatore e direttore tecnico della Wjjf oltre che profondo conoscitore di ju jitsu e altre arti marziali.

 

A lui dobbiamo il reale sviluppo del ju jitsu in tutto il Mondo e la promozione delle vecchie scuole attraverso metodi moderni e aggiornamenti costanti delle antiche tecniche Samurai, tenendo comunque sempre presente le forme dell'antica arte marziale giapponese.

 

Il ju jitsu tradizionale utilizza lunghi e ampi movimenti che non sono consoni alla vita dei nostri giorni, (in quanto oggi le minacce sono veloci, immediate e semplici).

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Soke Robert Clark ha dato al ju jitsu la prospettiva moderna e ne ha assorbito la facilità di apprenderla e di applicare i principi dell’autodifesa.

WJJF - Soke Robert Clark
WJJF - Soke Robert Clark
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"IL JU JITSU E' SOLO UN MEZZO" - Robert Clark

Il Ju-Jitsu, l’antica arte marziale dei Samurai, certamente l’arte del sapersi difendere, ma anche un mezzo per conoscersi e conoscere gli altri.


Un mezzo, con cui l’uomo moderno riesce a confrontarsi, sia dentro che fuori se stesso, un mezzo, che lentamente filtra nella parte più profonda della nostra personalità e si manifesta ogni qualvolta necessita la sua presenza, sia nel momento del pericolo, sia negli attimi in cui diventa indispensabile trasmettere certi fondamentali al prossimo.
Attraverso la gestualità dei movimenti, e la ricerca del perfezionamento tecnico, impariamo a conoscere noi stessi e i nostri limiti fisici, che sono imprescindibili da quelli mentali. 

Infatti, in base al principio che il Ju-Jitsu, innanzitutto è una disciplina psico-motoria, fino a che non impariamo a gestire il nostro corpo, non avremo mai né la stabilità, né l’equilibrio e tanto meno la capacità mentale, di reazione ad una aggressione.


Per questo è necessario che ognuno di noi impari da se stesso, attraverso il “mezzo”, questi concetti, che formeranno le basi per una buona crescita individuale.

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Il Ju-Jitsu infatti, è praticato in un contesto collettivo, scambiandosi i ruoli di attacco e difesa, quindi percependo a livello psichico e fisico, sia l’azione passiva dell’aggressione che quella attiva, formando così un percorso assolutamente personale e completo.

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Pertanto, è essenziale prendere confidenza con tutti quegli aspetti sia positivi che negativi che di limite, e imparare a dominarli; come ad esempio, la paura di farsi male, la paura di cadere o addirittura la paura di stare insieme ad altre persone.

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La nostra istintiva aggressività, ad esempio, se canalizzata nell’attimo giusto nella giusta direzione, si trasforma in una forma positiva di energia di reazione, efficace in situazioni di pericolo, ma tutto questo deve essere scoperto, analizzato e assolutamente gestito.

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Il Ju-Jitsu è molto di più, è anche uno specchio per riconoscere i nostri pregi e difetti, ti dona quella umiltà per riuscire ad apprendere da tutto e da tutti, poichè da tutto e da tutti continuamente impariamo.


Ma, il “mezzo”, è anche un’ottima occasione per socializzare, infatti, si creano forti legami che vanno al di fuori del Tatami, a volte, addirittura al di fuori di città o nazioni, creando delle reali amicizie, che  talvolta durano anni, anche se gli incontri fra le parti avvengono raramente o solamente in contesti di stage, ma sempre con profondo rispetto e ammirazione da ambedue le parti.

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Raggiungere risultati e obbiettivi importanti, non è assolutamente facile, perché proprio come la vita che ci mette di fronte tutti i giorni, nuovi ostacoli da superare, così il Ju-Jitsu ci presenta costantemente il conto, stimolandoci a migliorarsi, interagendo con esso, riversando istintivamente nella vita di tutti i giorni, quello spirito positivo che ci consente di affrontare meglio le nostre giornate.

I video sotto sono stati condivisi dalla piattaforma youtube

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